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Chi sono

 

 Consulente Imprenditoriale

Tutti abbiamo un sogno irrealizzabile da piccoli, ed io volevo fare lo scienziato.
 
Pensavo che studiare le grandi conquiste (come la ruota, l’elettricità, gli aerei o i transistor), fosse la felicità.
 
Poi nell’adoloscenza la mia reputazione si è trasformata in “topo da biblioteca”.
 
Lo confesso: è stato proprio in quegli anni che tutte le biografie lette (da Enrico Mattei a Blaise Pascal, da Adriano Olivetti a Ettore Majorana) hanno acceso in me il desiderio di avventura, di esplorare il nuovo e di sfidare lo status quo.  
 
Tra un libro e l’altro, sfruttavo anche altricavalli nel motore” che madre natura mi aveva donato, così a 15 anni mi ritrovai alle selezioni nazionali di lotta greca romana e due anni dopo, al mondiale di Full Contact.
E proprio nel periodo in cui nella Silicon Valley bastava inventare un’idea legata ad internet perché 
gli investitori finanziassero l’ennesimo flop digitale, io mi sono iscritto ad ingegneria industriale.
 
Volevo comprendere i segreti della progettazione, realizzazione e gestione operativa delle organizzazioni industriali o di servizio.  
 
Ero affascinato dall’avanguardia, dalla scienza dei materiali, dell’energia, del software e dalla possibilità di fondere atomi e bit in modo da creare cose nuove.
 
Ma se devo attribuire a qualcosa la mia esperienza professionale presso una multinazionale della consulenza direzionale, non l’attribuisco solo all’università, ma anche all’esperienza travagliata della mia infanzia.
È stata proprio quest’ultima ad insegnarmi l’importanza di saper gestire le organizzazioni.
 

Per tutto questo, mi definisco un imprenditore vocato alla tecnologia e all’industria.

 
Così ho lasciato l’università ed ho iniziato la mia carriera professionale di consulente direzionale, commettendo tutti gli errori possibili che si possono fare (nessuno ne è esente).
 
Penso che gli errori siano un asset, e vanno commessi di frequente, perché ti permettono di generare nuove scoperte che portano ad una crescita effervescente.
 
Questo è uno dei motivi per cui ho deciso di puntare ad una mia formazione multidisciplinare.
 
Ne sono convinto: la fusione di conoscenze diverse (analisi e modellazione dei sistemi complessi, tecnologia, filosofia, strategie e biblioteconomia) produce innovazione e soluzioni raffinate per gli imprenditori.
 
E poi?
 
E poi eccomi qui: io, la mia azienda, i miei clienti e tutto quello che ho imparato, scritto su questo blog.
 
L’ho fatto per dare una mano a chi come me crede che un sistema imprenditoriale più innovativo, sostenibile e inclusivo è possibile.