Cos’è l’impresa cognitiva (e perché è il nuovo paradigma del business)

Siamo all’inizio di una nuova era, in grado di influenzare quasi ogni aspetto del settore. Il segreto è utilizzare sistemi cognitivi capaci di selezionare, analizzare, trasportare, interpretare e gestire i dati. È questo quello che fanno le imprese cognitive.


In questo articolo cercheremo di capire come dovrebbe trasformarsi l’impresa tradizionale in impresa cognitiva attraverso i sistemi cognitivi e l’intelligenza artificiale.

Ma permettimi prima di farti delle premesse.

Ci troviamo ad affrontare sfide e opportunità lavorative inimmaginabili. Saperle sfruttare sarà l’ago della bilancia che decreterà chi andrà avanti e chi no.

Perchè l’impresa cognitiva è il nuovo paradigma del futuro?

Siamo all’alba di una nuova era fatta di tecnologie (NBIC (Nanotechnology, Biotechnology, Information technology, Cognitive science) che impattano drammaticamente sulle architetture dei business tradizionali, rimodellando le aziende. Già da qualche anno è nata la necessità di una nuova generazione di tecnologie e nuove tecniche di elaborazione dati, utili a condurre l’organizzazione/azienda ad un livello superiore.

La differenza tra management tradizionale e cognitivo

Imprenditori e manager, sopratutto quelli di vecchio stampo, hanno acquisito una formazione manageriale attraverso la quale hanno imparato l’arte della gestione e dell’efficienza utilizzando sistemi di “Command&Control”. Questa formazione ha permesso loro di garantire operations e processi espletati nei costi, tempi e qualità previsti. Così sono nate aziende replicabili su scala globale.

Adesso, però, la musica è diversa. Dobbiamo fare i conti con la VUCA (Volatility, Uncertainty, Complexity and Ambiguity): un ambiente operativo dinamico, incerto, complesso ed ambiguo.
In questo nuovo scenario, le tecniche di management apprese nelle business school, non bastano più a garantire determinati risultati.

Un nuovo Paradigma Gestionale

Intelligenza artificiale, Machine Learning, l’internet delle cose, Nanotecnology, Stampa 3d, Robotics ecc sembrano “cose” così lontane dalla nostra azienda, tanto da pensare che non ci riguardino.

Invece, la realtà è che stanno sconquassando la nostra società, governi ed industria. Ed è proprio per questo che l’organizzazione/azienda tradizionale ha bisogno di un nuovo paradigma gestionale.

Vuoi un esempio? Come può un’impresa tradizionale (che non si avvale di tali strumenti), rispondere ad una domanda sempre più in evoluzione e che esige sempre più offerte personalizzate?

Non può. Semplice.
Ma di quale paradigma stiamo parlando?

Mi riferisco ad un paradigma di tipo gestionale, che permette di comprendere meglio situazioni complesse. E per farlo ho bisogno di dati intelligenti (perché non tutti i dati sono pertinenti alle decisioni che è necessario prendere o rappresentano entrambe le facce della medaglia).

Sistemi Cognitivi = Impresa Cognitiva

Ed ecco, è proprio qui che entrano in gioco i sistemi cognitivi: una nuova generazione di strumenti che aiutano le aziende a districarsi nella complessità e a prendere decisioni migliori.

Mi spiego meglio:

Il vantaggio competitivo, oggi, si gioca sulle business platform dotate di sistemi cognitivi (cioè una sorta di “cervello” totalmente digitale) in grado di cogliere i cambiamenti provenienti dall’esterno e distribuire innovazione attraverso l’automazione (industrial automation e/o intelligent automation), intelligenza artificiale ed ecc…

Le business platform non si limitano a calcolare, schematizzare e organizzare le informazioni. Sono dei veri e propri “cervelli pensanti” che “percepiscono, apprendono, ragionano e interagiscono” naturalmente con l’uomo (anche se in modalità insolita).

Stiamo parlando di una simbiosi profonda tra uomo e macchina, atta a sfruttare in maniera intelligente le qualità migliori sia dell’uno che dell’altro.

Significa che i cervelli umani e i calcolatori diventano un tutt’uno. Questo è assai importante per la nostra società, proprio perchè le imprese, le industrie, le città e le nazioni, hanno la possibilità di gestire adeguatamente la complessità (proprio grazie all’aiuto dei sistemi cognitivi).

Capisci la differenza?

Mentre i computer del passato, che inizialmente erano stati programmati per compiti specifici, diventano brillanti idioti con semplici capacità di archiviazione dati e di effettuazione di veloci operazioni computazionali, i computer del futuro (nell’era dei sistemi cognitivi), avranno caratteristiche simili a quelle umane: apprendimento, adattamento, interazione e una certa forma di comprensione, che permetterà di estrarre informazioni di valore nascoste nei big data.

In sostanza imparano dalle interazioni con i dati e con gli esseri umani e sono in grado di riprogrammarsi per svolgere determinate funzioni.

Al contrario dei computer tradizionali, che sanno fare calcoli veloci, i sistemi cognitivi sono capaci di trarre conclusioni dai dati e perseguire obbiettivi prefissati.

Quindi in un futuro non troppo lontano, dobbiamo aspettarci che nell’impresa cognitiva avremo, da un lato i sistemi cognitivi che saranno più razionali e analitici dell’uomo (grazie ai quali avremo informazioni migliori per le nostre decisioni), e dall’altro le persone che apporteranno esperienza, senso critico, empatia e creatività.

L’impresa cognitiva è piattaforma

I sistemi cognitivi danno vita alle piattaforme, che si sviluppano grazie all’interazione di 3 aspetti: dati (interni ed esterni all’impresa), processi (con workflow cognitivi) e le risorse umane.

In parole povere, potremmo vedere una piattaforma come “un’area operativa” all’interno della quale l’impresa esprime una moltitudine di processi aziendali.

Eccoti alcuni esempi:

Skywise: piattaforma progettata per incrementare le prestazioni operative. Le compagnie aeree condividono i dati di volo sulla piattaforma e l’intelligenza artificiale permette di ottimizzare le prestazioni degli aeromobili, la gestione della flotta e di praticare manutenzione predittiva.

Watson: piattaforma tecnologica di intelligenza artificiale in grado di rispondere a domande espresse con un linguaggio naturale (scusa s’è poco). Per farti capire come tali piattaforme diventano dirompenti prendiamo l’esempio della piattaforma “Watson” applicata alla Sanità:

WellPoint, Ibm e il Memorial Sloan Kettering Cancer center, hanno sviluppato un prodotto chiamato “Interactive Care insight for Oncology“, che ha lo scopo di aiutare gli oncologi ad accedere alle informazioni più aggiornate sui trattamenti e prendere decisioni basate su dati evidenti e concreti.

Ecco, questo prodotto è basato sulla tecnologia “Watson”.

Tradotto in numeri: Watson ha ingerito 600 mila pagine di evidenze mediche, 2 milioni di pagine di testo di 42 riviste del settore, di trial e diverse migliaia di cartelle cliniche. I medici lo hanno “addestrato” affinchè raccomandasse trattamenti allineati con le migliori cure.

Hai idea di che impatto ha un prodotto del genere sulla società?

Te ne potrei citare altri: SAP, Salesforce, Hyperledger ecc, per esempio. Stanno nascendo sempre più piattaforme tecnologiche di AI o IoT, atte ad abilitare sia applicazioni specifiche che piattaforme industriali, utili a supportare determinati flussi di lavoro.

Anche Amazon, Facebook, Alibaba, ecc possono essere considerate piattaforme B2C, proprio perchè generano dati o conoscenze dettagliate sul cliente.

Non a caso molte di queste, usano i dati per customizzare le campagne commerciali delle aziende che hanno un account pubblicitario nella piattaforma (vedi facebook ads)

Cognitive Enterprise Lab

Un caso interessante è il laboratorio di IBM rivolto alle imprese: il “Cognitivie Enterprise Lab (CEL)” (a cui s’ispira quest’articolo). L’obbiettivo del CEL è quello di creare un ambiente di lavoro diverso dagli altri, perchè il vecchio modo di interagire è obsoleto. Mi spiego meglio. Come descritto nel libro Macchine Intelligenti di Kelly:

” La stanza non è neppure rettangolare: una delle quattro pareti è obliqua a un’estremità. Le sedie e i tavoli possono essere facilmente riconfigurati in base al modo in cui si intende utilizzare lo spazio.

Un intera parete è coperta da un grande schermo ad alta definizione su cui è possibile visualizzare presentazioni e grafici (o dashboard) che possono essere manipolati con semplici gesti.

Altri schermi destinati ad assistere le stesse interazioni di gruppo possono essere posizionati intorno alla stanza tramite binari sospesi al soffitto.

Le telecamere rilevano i relatori delle videoconferenze a prescindere dalla loro posizione in sala, registrando anche la mimica facciale e il linguaggio del corpo (e capire in che modo le persone reagiscono a specifici momenti di una presentazione).

Serie di dati acustici consentono il riconoscimento vocale e la relativa elaborazione. L’idea è di creare l’ambiente più ricco possibile per far interagire le persone con i dati e tra di loro, cosa da potenziare l’intelligenza collettiva del gruppo.

Sintesi ? Come dice Dario Gil (IBM Technology):

L’obbiettivo è che il sistema collabori con l’uomo all’intento degli ambienti cognitivi per trasformare le attività decisionali di team chiamati ad affrontare problematiche molto complesse.

La Piattaforma diventata il dio moderno

Di cosa sto parlando? Ma di Google ovviamente: la piattaforma business per eccellenza. È il demiurgo dei tempi moderni perchè capace di conoscere tutto di te. In che modo lo fa? Grazie ai dati. Dati che valgono oro per le aziende che intendono vendere prodotti o servizi.

E chi detiene i dati comanda (non c’è storia). Paradossalmente la piattaforma business “Google” invecchia al contrario: più la si usa più diventa rilevante.

Proprio perchè ha i dati (ottenuti attraverso la stringa di ricerca), Google può permettersi di mettere in crisi perfino attori della consulenza strategica del calibro di Mckinsey o Bain company.

Perché ? Perchè detiene un maggior numero di dati dettagliati sulle persone, mentre Mckinsey no. E siccome le migliori strategie si basano principalmente sui dati, giudica tu chi può crearne di più efficaci.

È per tutti questi motivi che le piattaforme strategiche saranno sia il fulcro dei programmi di change management e sia le basi fondamentali per individuare le priorità d’investimento nel percorso evolutivo dell’impresa.

Diverranno cruciali nell’individuare la miglior gestione dei dati interni ed esterni che insieme creeranno flussi di lavoro che diventeranno elementi di differenziazione rispetto agli standard di settore.

Le 3 piattaforme di un’impresa cognitiva

Possiamo immaginarci l’impresa cognitiva come un insieme di piattaforme e complementi multifunzionali (industry -wide).

Queste piattaforme competono in determinati mercati ed innovano per mezzo di un ampio “ecosistema” di partner e di utenti che non sono controllati direttamente da nessuna azienda.

Di solito dispongono di interfacce (attributo delle imprese moderne) relativamente aperte (nel senso che sono facilmente accessibili sotto l’aspetto tecnico) e distribuite con licenze gratuite/non costose, con lo scopo di indurre altre imprese o utenti ad utilizzare la tecnologia della piattaforma e a contribuirvi con innovazioni complementari ( ad es. come accade con le app di terze parti create per Facebook).

La prima distinzione che dobbiamo fare è quella tra piattaforme per prodotti propri (in house product platform) e piattaforme di settore (industry platform).

Sia l’una che l’altra rientrano in queste 3 categorie:

1. Business Platform

Sono ad esempio le piattaforme per la gestione del rischio nelle banche o dei pezzi di ricambio per l’industria.

A sua volta possono essere classificate in altre 3 sottocategorie:

Piattaforme interne: utili a rendere più efficienti ed efficaci le imprese, intervenendo sulla competitività operativa;

Piattaforme industriali o verticali: utili a migliorare il posizionamento strategico delle imprese nei mercati in cui operano, offrendo funzionalità “core business” ai partner;

Cross – market platform: utili ad attuare attività e processi chiave per un ecosistema di partner (vedi esempio “Skywise” sopra);

2. Piattaforme Tecnologiche

Sono piattaforme che danno vita ad applicazioni utili a supportare determinati flussi di lavoro (tipo Sap, SalesForce, ecc…);

3. Mass Consumer Platforms

Sono piattaforme incentrate sul cliente e quindi B to C (o H to H, human to human) che generano dati significativi sugli stessi, che vengono poi utilizzati dalla piattaforma di business per pianificare strategie commerciali (Amazon, Alibaba, Facebook..).

I layer platform

Sono gli “strati” che insieme costituiscono ogni piattaforma. Ogni strato ha una capacità specifica atta a realizzare trasformazioni utili all’azienda.

Stiamo parlando di trasformazioni che possono permettere di conquistare nuove opportunità commerciali o di difendere quote di mercato da concorrenti agguerriti.

Stiamo parlando di:

  • Una cultura d’innovazione agile 
  • Un ecosistema di piattaforme aziendali (che diventano asset aziendali);
  • Flussi di lavoro abilitati cognitivamente per processi decisionali;
  • Tecnologie esponenziali come Ai, IoT, automazione, Robotics, Blockchain;
  • Dati raccolti e gestiti per supportare i principali flussi di lavoro;
  • Infrastrutture multicloud aperte, ibride e sicure;

Vantaggio dell’ impresa cognitiva: “Soluzioni chiavi in mano” immediate

L’aspetto più interessante dell’impresa cognitiva è che può gestire l’intero business con le business platfom e avere a portata di mano delle soluzioni “chiavi in mano” in modo autonomo.

È come se le business platform diventassero il “cervello” dell’imprenditore, cogliendo quello che l’intuito umano non può cogliere, e in maniera autonoma, generare proposte e risposte intelligenti.

Fantascienza?
No, se usiamo le tecnologie esponenziali per estrapolare dati significativi.

Non a caso, le dashboard (attributo tipico delle aziende moderne o esponenziali), acquisiscono fiumi di dati in real time (registrazioni delle operazioni, immagini, video o dati sensoriali) attraverso sensori (ad es. tag RFID utilizzati dai commercianti per tracciare la merce), 5G o wireless per avere una quadro più preciso di cosa succeda all’esterno dell’azienda.

Per questo l’impresa cognitiva è il nuovo paradigma del business: perchè le business platform raccoglieranno ed elaboreranno dati affinchè ogni decisione sia ottimizzata, ma l’imprenditore rimarrà sempre fondamentale per la gestione delle relazioni umane (non meno importanti) e la supervisione dell’andamento complessivo dell’azienda.

Nelle imprese cognitive è l’unione di entrambe le cose a renderle vincenti nel business del futuro.

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Enrico Lipani
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