14 cose che avrei voluto sapere prima di fare l’imprenditore

Questo articolo non è un’autobiografia, quindi salterò le scene hollywoodiane. Non posso competere con le storie di avventurieri più navigati di me, e di conseguenza mi limiterò a raccontare la mia “umile” esperienza. Ogni imprenditore ha la sua storia, e ognuno ha trovato il proprio modo di gestire l’attività. C’è chi ha ereditato l’impresa di famiglia e chi l’ha costruito da zero (come sto facendo io). Alcuni controllano imprese internazionali e altri guidano imprese di piccole dimensioni. Alcuni gestiscono imprese che stanno conseguendo risultati straordinari e altri sono impegnati in imprese che stanno risentendo della crisi. A pochi di loro è stato insegnato a guidare il treno, anzi molti hanno imparato strada facendo, rischiando e lavorando onestamente.

Tuttavia non importa la storia di partenza, quello che importa è ciò che si diventa.

Se ci fosse un articolo che avrei voluto leggere prima di fare impresa, sarebbe proprio questo che sto scrivendo. L’impresa è una tempesta. In un momento può scaldarti al sole e nel successivo momento frantumarti contro gli scogli. Che cosa vi rende un imprenditore, è ciò che si fa, quando arriva quella tempesta. Ecco alcune lezioni che avrei voluto sapere prima di avviare la mia attività:

Un’impresa di successo viene creata prima che esista un’impresa

Le statistiche mostrano che il tasso di fallimento delle imprese è alto. Perché ? Sebbene le ragioni siano innumerevoli, ti dico quelle che considero più rilevanti: molti imprenditori non riescono a costruire un’azienda con prodotti interessanti. Anzi molti costruiscono e vendono prodotti inutili. Per risolvere questo problema ho dovuto padroneggiare a fondo la filosofia lean start up, che mi ha permesso di capire se andare avanti con certi prodotti, o se era meglio segarli. In parole povere, devi imparare a progettare un’impresa che possa fare qualcosa che nessun’altra impresa possa fare.

Mai iniziare senza avere abbastanza capitale

Quando ho iniziato non avevo esperienza imprenditoriale, nonostante la mia vita professionale sia iniziata come business advisor. Ma un conto è fare il business coach di una società che ti fornisce i clienti caldi sul tavolo, un altro conto è fare tutto da solo (e da zero). Quindi il mio errore è stato quello di partire senza capitali. Mi cullavo dell’idea che vendendo capitale intellettuale non avessi bisogno di liquidità. In genere questa quota di capitale iniziale è pari alla somma della liquidità accumulata in un anno di esercizio regolare. E quindi ? Ho visto i sorci verdi per far quadrare i conti e ho capito l’importanza di avere un fondo di liquidità e di non sottovalutare la creazione di sistemi di acquisizione clienti.

Lavorare duro maschera un progetto mediocre

Un’azienda progettata in maniera mediocre può vivacchiare, purché l’imprenditore lavori come un mulo giorno e notte. In poche parole, il lavoro duro, può travestire un’impresa mal progettata e impedirle di fallire. Il problema giunge quando, per qualche motivo improvviso, si smette di lavorare a marcia incantata, e l’azienda affonda. Oppure può succedere che si cedano le armi per il semplice e puro sfinimento. Un imprenditore è bravo perché costruisce un progetto intelligente che azzecca la strategia di crescita capace di far decollare la sua attività (a prescindere dal tempo e dall’impregno profuso).

Essere esigente nello scegliere i clienti

Non inseguire nessuno. Non leccare i culi a nessuno per amore di mettere qualche soldino in tasca. Se cerchi di accettare chiunque, se cerchi di assecondare “l’esigenze del cliente”, lo subirai e ti chiederà sempre di più (fino a farti scoppiare). Devi essere disposto a mandare via le persone se non ti vanno bene. Il no è potente e lo pronuncia chi ha le idee chiare su ciò che fa e sa. Ricordati: non hai bisogno di tutti. Il lavoro da fare è al contrario: casa mia, leggi mie. Nel senso che, se imparate a costruire il vostro mercato, composto da coloro che sono davvero interessati a ciò che fate, fedeli alla vostra attività, ai vostri prodotti, alla vostra personalità e alla vostra filosofia, allora siete sulla strada giusta per avere Top clienti.

I grandi imprenditori sono lettori

Nella mia esperienza professionale solo pochi imprenditori citano la formazione personale come leva di business. Sembra che non abbiano bisogno di conseguire conoscenze e competenze specifiche (e che leggere non serva). Quando partecipo ad eventi mi sorprendo sempre per la scarsa presenza di imprenditori e mi chiedo: “Se all’imprenditore mancano competenze di base, conoscenze da aziendalista, come può pretendere che la sua impresa cresca?”. È come dire: “Voglio fare l’ingegnere elettronico, ma non studio i transistor perché non servono per realizzare schede madri”. Ricordatevi che dalla sottovalutazione della formazione non verrà mai niente di interessante, anzi al contrario, i flussi di cassa, la redditività media del settore, l’aumento della valutazione dell’azienda, saranno seriamente compromessi.

Se vuoi avere un impatto, devi pensare su larga scala.

Ho imparato sulla mia pelle l’importanza di una motivazione “paranoica” o chiamala se vuoi “visione d’impresa”. Sai cosa intendo per motivazione paranoica ? L’ambizione di far accadere le cose, per vedersi riconosciuti come “quello che raggiunge qualcosa di importante”, “quello che ha dato un contributo determinante alla storia della famiglia, di un certo territorio o di un determinato settore”. Se la tua ambizione non sfocia nel desiderio di raggiungere una posizione di potere e, dall’altro, nella gioia creatrice, difficilmente avrai un impatto su larga scala. A scanso di equivoci preciso che per posizione di potere intendo colui che esercita il potere come servizio, e non come colui che esercita il potere per accrescere il proprio prestigio personale. Parlo di un individuo che finalizza le sue scelte per il raggiungimento del potere (inteso come indicato prima), ma che rimane distaccato dalla ricchezza. Un imprenditore mosso dalla ricerca disinteressata di ciò che è bene per l’azienda e per la collettività.

Essere imprenditore richiede forza e determinazione

Non c’è dubbio che la caratteristica principale di un imprenditore sia la capacità di sacrificio necessaria per fronteggiare le difficoltà. Ovvero quell’atteggiamento agonistico del non rassegnarsi, del non spaventarsi alle inevitabili (ahimè!) difficoltà. Anche se ci ritroviamo in settori complicati e si fa fatica a tenere l’equilibrio, nessuno di noi vuole “cedere le armi”. Perché in fondo la nostra vera ambizione è superiore all’ambizione personale: vogliamo costruire un’impresa che viva a lungo, per generare un’impatto sulle nostre persone care, sul nostro territorio e sulla società.

Se non ami l’avventura e il rischio non puoi fare l’imprenditore

La vita dell’imprenditore sembra una sequenza celebrativa e appassionata della libertà e dell’istinto pionieristico, che a colpi d’audacia disperata, conquista nuove vette. Perché solo chi riesce a rinnovarsi, rinnova anche la propria vocazione imprenditoriale. Invece, se ti accorgi che nei ragionamenti e negli atteggiamenti cominci a restringere sempre più l’area del possibile ed aumentare sempre più l’area dell’impossibile, fermati! Rischi di spegnerti. Ho visto imprenditori cominciare a proteggere quello che avevano costruito in passato, perché avevano paura di cogliere le opportunità. Lentamente hanno perso la grinta originaria e si sono estinti.

Non devi fare tutto tu: i sistemi formano collaboratori capaci e salvano te stesso

Sento spesso dire “Faccio io che faccio prima”. Può darsi che tu sia più veloce e capace dei tuoi collaboratori nel fare qualcosa, ma questo atteggiamento soffoca la tua possibilità di poter crescere. Bisogna imparare a delegare, correndo anche dei rischi, soprattutto nel breve periodo, ma nel lungo termine aumenterai la qualità delle decisioni. E sai perché ? Perché avrai collaboratori con esperienza e spina dorsale, capaci di supportarti nelle decisioni chiave. Anche se hai sentito che era importante farlo, non era scritto da nessuna parte che dovevi farlo tu. Ricordati che tu sei il CEO e lavori con la testa e non con le braccia. Se non sai dare priorità ai lavori di testa, saranno i lavori di braccia a guidarti (e quel punto auguri).

Tu non hai tutte le competenze necessarie per gestire un’impresa

Che sia chiaro una volta per tutte: avere dei limiti è normale. È ok! Nessuno ha tutte le competenze per gestire un’organizzazione. È irrealistico, soprattutto in questo nuovo mondo cyber tech, ma vedo molti che arrivano a chiedere aiuto, solo quando la corda è alla fine. Se avessi chiesto una mano prima, mi sarei tolto un enorme carico dalle spalle e mi sarei goduto una maggiore qualità della vita.

È possibile costruire un team fantastico

La capacità di costruire luoghi di lavoro che rispettano le persone e facciano fiorire i talenti è fondamentale. Bisogna prendere talenti per educarli a costruire, per loro, per noi e per la collettività. Ma prendere persone di talento fa tremare gli imprenditori, perché temono di non saperli gestire. Il complesso d’inferiorità, o la poca autostima, sono un costo aziendale invisibile che incide molto sulla crescita futura dell’impresa. In questi casi si hanno solo due possibilità: o impari gestire le persone (anche se non simpatiche come vorresti), oppure scegli la prima opzione. Io stesso sto lavorando dietro le quinte per un progetto che vedrà la luce tra poco, ma che richiede una gestione importante di profili seniority…(vi dirò meglio nei prossimi mesi).

Proteggi il tuo tempo personale e impara a stare solo

Devi stabilire dei tempi per te stesso, dei tempi che servono per pensare alla tua attività e all’esplorazioni di nuove opportunità. Stare da soli migliora la tua capacità decisionale. Non lasciare a nessuno che il tempo ti venga sottratto a meno che ti offra, in cambio, vera compagnia di valore per la tua attività o per la tua crescita.

Chi sei tu non ha concorrenza

Guardando alla concorrenza mi sono reso conto che pochi sono capaci di esporsi e di far sentire la propria voce. Molti sono sottomessi al giudizio altrui e tendono a stare in modalità “invisibile”. Ma la verità è che i mei clienti non comprano per il prezzo dei mei servizi (che è alto) e nemmeno per le recensioni sui social. I miei potenziali clienti comprano o rifiutano di comprare semplicemente rispondendo a questa semplice domanda:

Che cosa associano o non associano alla tua persona ?

Sono felici di associare il loro nome accanto al tuo o provano imbarazzo ?

Bisogna scavare dentro, per raccontare al vostro mondo, chi siete. Se pensate che esporvi sia una scocciatura, allora vi dico che le vendite decolleranno solo quando i vostri potenziali clienti sentiranno 2 cose:

  • Quanto siete affamati della vostra passione;
  • La cura con cui fate quello che fate;

solo cosi vi concederanno il loro tempo e denaro.

Un Mentor accelera i tuoi risultati

Molti si buttano capofitto nella gestione dell’impresa senza aver fatto un percorso di formazione adeguata e sperano che l’azienda vada a gonfie vele. Salvo casi eccezionali (cioè di aziende posizionate in mercati in forte crescita), raramente gli imprenditori ottengono risultati degni di nota. Abituati al fatto che di fronte ai bivi della vita imprenditoriale, non c’è segnaletica. Sei solo, solo nelle scelte di ogni giorno, e sono sicuro che tu, come tanti altri, hai il desiderio di avere un esperto che possa guidarti nei momenti decisivi. Se avessi avuto un Business Mentor sin dall’inizio, non sarei annaspato da solo per trovare la giusta direzione e crescita della mia attività.

Tu, se vuoi, puoi cominciare da qui

Default image
Enrico Lipani
Articles: 10

Leave a Reply