Leadership del Futuro

Si narra che Anteo (figlio di Poseidone dio del mare) e di Gea (dea della terra), fosse un gigante invincibile.
Costringeva chiunque passasse dal suo Paese (la Libia), a battersi con Lui.

Era abile a catapultare per terra il malcapitato e a stritolarlo e lo faceva per un semplice motivo: voleva guadagnarsi la stima di sua padre, Poseidone.
L’invincibilità di Anteo aveva un segreto: traeva forza dal contatto con la terra. Infatti, se fosse stato separato da sua madre, sarebbe diventato indifeso.

Rimase imbattuto per tanto tempo, fino a quando Ercole, passando per la Libia durante le sue 12 fatiche, lo afferrò per i piedi e staccandolo da terra, lo strangolò.

Cosa voglio dire con questa storia ?

Che tutti noi, come Anteo, per essere forti, dobbiamo restare coi piedi per terra.
Per essere forte devi affidarti ad un sapere assolutamente coi piedi per terra, reale, concreto.

Perchè se fantastichi idee vincenti lette sui libri o apprese dai corsi costosi dei guru del management e poi incontri “l’Ercole del reale”, che ti prende dai piedi e ti stacca da terra, la tua forza sparisce.

Diciamoci la verità, non tutti i libri raccontano com’è veramente il mondo reale. Cosi come le università, i formatori o presunti esperti in giacca e cravatta non conoscono tutto il cambiamento esponenziale in atto.

Per sintonizzarci col mondo reale, senza false illusioni, dobbiamo prenderci il rischio di fallire sperimentando. Solo cosi troviamo nuove conoscenze, che sbloccano nuove opportunità di crescita. Conoscenza che non si trova nelle cattedre universitarie, ma nel reale (restando coi piedi per terra).

La nuova conoscenza, conquistata per tentativi ed errori, è nettamente superiore a quella sviluppata attraverso la riflessione.

Per questo

IL LEADER DEL FUTURO È:

1. Aperto al rischio e adora la cultura della sperimentazione continua.

  •  Non percepisce l’incertezza e il rischio come una minaccia da affrontare, ma come un’opportunità da sfruttare;
  • Preferisce valorizzare l’apprendimento, piuttosto che avere il controllo totale (in modo che i suoi collaboratori e l’organizzazione possano trasformarsi in una learn organizations);
  •  Sperimenta di continuo nuove idee per crescere (teoria delle 10.000 ore), raccoglie i giusti dati che rappresentano il carburante della crescita e si pone le domande che mettono in discussione tutto.

Infatti le grandi idee, oggi, possono venire anche da un banale tweet o da un prototipo funzionante costruito in 24 ore. Questo perché, nel 2020, la riduzione dei costi e l’aumento delle perfomance di molte tecnologie, permette di poter sperimentare velocemente sul mercato i prodotti.

Per questo, l’attività di esplorazione è un asset importante: perchè permette di sbloccare nuove opportunità di crescita (e il leader che non raccoglie e sfrutta queste opportunità è un leader che non ha futuro).

Il modo migliore per comprendere il cambiamento tecnologico non è leggerlo sui libri, ma sperimentale in prima persona imparando a programmare, costruendo o usando prodotti innovativi che vanno oltre quello che ci è familiare.

Tuttavia comprendere la tecnologia solo dal punto di vista ingegneristico e di R&S non è sufficiente. Oltre a fare i conti con le implicazioni etiche, morali e sociali che non sono per nulla banali, c’è la sfida di diventare bravi a comprendere i clienti emergenti.

2. Un visionario che da tutto se stesso per un ideale e che ha un grande “Great Purpose” per la sua azienda.

Il leader del futuro è colui  che è capace di creare un mondo al quale le persone desiderino appartenere. È animato da un grande “Great Purpose”, un ideale profondo.

Nel 21° secolo non conta cosa fai, ma perché lo fai. È un produttore di cultura, quindi la sua parola e il suo gesto conferiscono significati. Ha un’energia superba nel perseguire la rotta. Cosi come un certo vigore nel correre controvento.

Questo suo atteggiamento imperterrito, motiva i suoi dipendenti a perseguire le vette più alte. In altri termini è un individuo che sta cercando di realizzare qualcosa di spettacolare senza compromessi.

Elon Musk Docet.

Foto per gentile concessione di Techtofacts.com del canale Instagram

L’imprenditore visionario esige l’impossibile, spinge al limite la squadra per arrivare dove gli altri non possono. La parola NO non esiste, e si aspetta lo stesso atteggiamento da parte di tutte le persone che ha intorno. Non fa battaglie da retroguardia, brucia le navi alle spalle.

Lo dimostra assumendosi responsabilità. Non si sottrae al dovere, alla fatica, allo stress e porta in alto il suo ideale. “Batte il tempo” per realizzare l’impossibile. Non scarica sugli altri il peso dei suoi timori. Rimane focalizzato nei momenti di crisi.  È come essere nelle forze speciali in lotta contro il resto del mondo.

Io, ho imparato ed esercitato queste skills durante gli anni agonistici di arti marziali.

Se dobbiamo dire le cose come stanno, per il leader del futuro, il “forse”, non è contemplato. Il leader del futuro da risposte inequivocabili. La sua visone è talmente chiara da ipnotizzarti. La capacità di prendere decisioni importantissime con grande rapidità è nel suo DNA. È ovvio, però, che le risposte chiare non vengono dall’istinto, dall’intuito o dalla pancia, ma dalle informazioni raccolte e analizzate.

Una cosa è certa: l’atteggiamento titubante è sintomo di confusione mentale.

Sapere quello che si vuole, galvanizza il team e aiuta a superare paure ed incertezze, mentre l’immobilismo e l’incapacità di uscire dalla propria zona di comfort creano risultati mediocri.

Ma (c’è sempre un “ma”) bisogna fare attenzione: è sempre l’execution la cosa più importante.

Puoi fare centinaia di riunioni e analisi aziendali, ma se non fai l’execution, stai a zero.

Non è cosi banale come sembra, perchè molti con la bocca professano sfide, per poi scappare a gambe levate quando si tratta di fatti.

3. È un Leader Umanista

I leader della prossima generazione devono migliorare la vita delle persone.

Sono degli ottimisti che hanno un elevato senso di “responsabilità sociale d’impresa”. Costruiscono business con tecnologie in accelerazione che risolvono problemi collettivi della società.

Ad esempio fioriscono sempre di più le BCorp, società a scopo di lucro, certificate per rispettare rigorosi standard di prestazioni sociale, ambientale e di trasparenza. Le nuove organizzazioni assomiglieranno sempre più a realtà socioculturali che a società socioeconomiche. Un esempio è Matternet che sposa attraverso dei droni fornisce medicinali a terre martoriate dalle catastrofi naturali o poco accessibili.

Molte persone pensano che essere leader significhi essere come Martin Luther King, John F. Kennedy o Nelson Mandela, cioè possedere una visione, una personalità e un coraggio fuori dal comune, ma nella realtà poche persone hanno tratti di personalità cosi spiccate. Anzi, molti di noi, non sono leader dalla “nascita”, ma lo diventano per necessità personali o professionali.

Con la giusta disciplina si può migliorare molto. È molto importante che tu abbia un grande scopo se vuoi attirare clienti, i giusti talenti, investitori e media.

Se hai un grande scopo, rispondere a queste due domande sarà un gioco da ragazzi:

  1. Perché fai questo lavoro ?
  2. Perché esiste la tua organizzazione ?

Prova, e se ti va fammi sapere.

4. “Tech intensity”, orientato al futuro e in grado di combinare trend tecnologici, di mercato e bisogni emergenti.

Skywater Alliance ha sviluppato una tecnologia in grado di estrarre 2.000 litri di acqua al giorno dall’atmosfera utilizzando il 100% di energia rinnovabile, a un costo non superiore a due centesimi al litro.

L’impatto dell’estrazione di acqua pulita dall’aria è enorme. E le opportunità commerciali intorno a questo sono sbalorditive.

Questo è solo un esempio di come un imprenditore tecnologo può cogliere opportunità incredibili utilizzando le tecnologie in accelerazione. I leader devono capire quali tech avranno un impatto sul loro settore e sfruttarli prima degli altri.

La tech difatti, può digitalizzare, sostituire prodotti e servizi fisici, sfidando lo status quo di molte aziende esistenti. Il miglior modo per comprendere il cambiamento non è leggerlo sui libri, ma sperimentarlo.

La tecnologia diventerà sempre più importante in questa società moderna perchè è un forte abilitante all’aumento della produttività e alla riduzione dei costi aziendali.

Ma attenzione!

Molte tecnologie in accelerazione stanno superando le normative legali e fiscali (basti pensare alla guerra innescata di Tassisti contro Uber), e gli aspetti legali e fiscali sono un nulla in confronto al problema etico che nasce dal lavoro automatizzato o dalla modificazione genetica.

Politica, etica e tecnologie sono strettamente interdipendenti. I leader del futuro, certamente, devono cogliere le opportunità economiche derivanti dalle nuove tech e dalla loro riduzione dei costi, ma anche devono abbracciare la sfida sociale e morale che seguirà.

Parti in piccolo, ma pensa in grande.

“Il piccolo è bello” è aria fritta.

Parole dure da digerire per le nostre PMI che non sono Amazon e nemmeno vogliono diventarlo. Certo potresti dire che qui in Italia non abbiamo un ecosistema alla “Silicon Valley” o i capitali necessari per far crescere le start up ad alto impatto, ma secondo me, è più una mancanza di attori in gioco che di risorse mancanti.

La mentalità di pensarsi come una PMI gestita come Start up è fondamentale per crescere.

5. “Data driven” ed “evidence based”.

Utilizza dati qualitativi e quantitativi per prendere decisioni.

Anche perchè senza dati si diventa solamente una persona con un’opinione.

Quindi taglia la testa ai “secondo me” o ai “Io credo che” e guarda i dati hard e soft dell’azienda, prima di decidere qualsiasi cosa che la riguardi.

Ma attenzione! La cosa più importante è: guardare i dati giusti.

Perchè se guardi i dati che non sono significativi per per quel segmento che stai analizzando, rischi di prendere decisioni errate e dannose per la tua organizzazione.

Gli hard data ci dicono cosa sta succedendo all’intento del nostro prodotto o servizio (ad esempio Google Anlaytics che ci indica il n° di visitatori giornalieri o la durata media delle sessioni), ma osservare “cosa sta accadendo” senza valutare il “perchè sta accadendo” può portare a decisioni errate.

Ecco, è proprio in questo campo che entrano in nostro soccorso i soft data che ci fanno avere un reale polso della situazione.

Ecco queste sono le 5 qualità che devi avere se vuoi essere un Leader del futuro. Questo non vuol dire che da domani devi metterti in testa di riuscire ad “averle” tutte entro un tot di tempo o che sarai destinato ad affondare con tutta la barca, ma è chiaro che devi cominciare a lavorarci su per non farti cogliere impreparato quando il tuo Ercole verrà, ti afferrerà dai piedi e proverà a staccarti da terra.

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Enrico Lipani

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